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Tutti i Bresciaraduni
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Scritto da davidem27
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Lunedì 15 Febbraio 2010 16:35 |
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17 Dicembre 2009: Grande bolla di gelo su tutta l’Italia in questi giorni. E noi non ce la siam fatta scappare, vero puspo e zio_luigi? Dopo un giro di telefonate decido che farò parte della piccola spedizione infrasettimanale dei due superaccoglienti bresciani. Dell’ottimo trattamento di Bazena ne avrete già sentito parlare diverse volte e su diversi lidi, quindi inutile che stia a descrivere la buonissima cena e il trattamento da fuoco-sempre-acceso (o quasi) del rifugio. Quello che “preoccupava” era la temperatura. In nottata erano previsti i -12 sicuri. Personalmente ricordo soltanto una bruttissima nottata a -10 dove la Grande Punto mi è rimasta secca. Quindi ero preoccupato principalmente per questo motivo. Dopo cena si esce bardati. Alzo gli occhi al cielo e mi dimentico della macchina. Valore SQM: 21.1 fisso che in nottata ha raggiunto i 21.2. Umidità: cos’è? Esiste? Roba da pazzi: 40% si e no. Meno male, altrimenti saremmo morti a quella temperatura. Strumenti sul campo: RP-Astro 16″, Maser 20″, C9.25 La nottata comincia facile, come al solito, con gli oggettoni. La meridionalissima (direi quasi terronica) M42 e ammassi aperti sparsi aprono la sessione osservativa. Puspo vuole che gli chiami gli oggetti per digitarli sul tastierino della heq5 e rimanere comodamente seduto a mirarli all’oculare. Comincio: EMME UNOOOO….fatto. A M2 si è già perso…  Tra una risata (non troppo larga altrimenti ci si ghiacciava la lingua) e l’altra ci si accorge che la temperatura scende e di brutto: la pelle del viso esposta comincia a tirare. Cavoletti di bruxelles! Il mio termometro segna -16 nel baule aperto della macchina. Ma siamo ancora in forma. Non il telrad: basta una piccola alitata (ma proprio piccola) per farlo appannare e immediatamente congelare!!!! Ecco cosa fa il gelo… Appoggiare l’occhio all’oculare da 2 pollici fa toccare anche il naso all’acciaio dei Nagler. La pelle brucia, seppur il contatto fosse lillipuziano. A tirare bandiera bianca è stato puspo che aveva la scusa di avere una famiglia a casa e dei 500km di lavoro che si sarebbe dovuto fare il giorno dopo. La mancanza del calore umano di Massimo si è sentita, infatti da quando è andato via sono arrivati i -17.4°C. Ma, da li a poco più, ho un po’ sentito la mancanza della mia Bari africana, più che di puspo. E alle 4.40 abbiam smontato anche noi. Ecco una lista di oggetti osservati (con difficoltà a quelle temperature). Magari può servire a qualcuno: NGC2438 – una piccola planetaria stile M57 all’interno dell’ammasso aperto M46. Massimo c’è rimasto a bocca aperta quando ad alti ingrandimenti era dettagliata. Ci siam chiesti se la stellina al suo interno fosse la sua centrale. Risposta negativa: la centrale è di 17.7…. Probabilmente questa visione ha risvegliato nel puspo la voglia di diametro>dobson  NGC2359 – L’elmo di Thor, visto per la prima volta. Con l’UHC Thousand Oaks e il Nagler 22 era veramente un gioiellino. Una nebulosa assolutamente da primi posti in classifica. Luminosa la parte ovest (dovrebbe essere). Notevole il dettaglio nella calotta dell’elmetto. Non ricordo ad oggi della nebulosità nella parte inferiore dell’elmo. M51 – Non che ci sia bisogno di me per citarla in liste osservative… Voglio segnalarla soltanto perchè quella notte era superlativa. Abbiam visto il ponte di materia con zio_luigi. Tutto quanto. NGC3718 – Bella galassia nell’UMa. Ha un aspetto lenticolare e accenna le due deboli braccia a spirali. Ho cercato la banda di polveri oscura che l’attraversa ma non sono sicuro di averla vista. Beccata anche la vicina NGC3729, ellittica. NGC205-14.1 – Detta anche Nebulosa Medusa. Planetaria nel Cane Minore vicina all’ammasso aperto NGC2395. Planetaria bastarda, visto che uno si aspetta di doverla cercare almeno a 100x… Invece no… E’ grande 10′, quasi quanto l’ammasso aperto! Armatevi di bassi ingrandimenti e di un filtro OIII per trovarla. Si trova immediatamente a E dell’ammasso. NGC4485-90 – Una delle coppie di galassie più belle. Tra l’altro sono anche interagenti. Il 40cm le mostrava persino dettagliate, screziate. NGC4244 – Bellissima galassia proposta da zio!!! Un ago, sottile, elongatissima e luminosa. Abbiamo provato a cercare (invano visto il freddo e la difficoltà) la Integral Sign Galaxy (UGC3697), proposta da Luigi. Per fortuna siam passati anche da NGC2403 che non delude mai. NGC2903 – Galassia in Leo facilissima da trovare, luminosa. Nel 40cm è bella, mostra screziature e accenno di braccia. Nel 50 è incantevole!!! Viste anche M101, NGC3344, M94 (che è veramente brutta per essere così luminosa) e qualcos’altro che mi sfuggerà. Piacevole conferma di aver visto l’11 novembre la Testa di Cavallo, grazie a Luigi che l’ha puntata nel 50cm, dove ho visto la stessa cosa nel mio 40 il mese scorso. Torno a casa con un record nella mia osservazione: mai così in basso. La cosa è stata fattibile, nel senso che non si moriva. Probabilmente per mancanza di umidità e di vento. Altrimenti sarebbe stata decisamente diversa. Certo è che ogni tanto, quando sentivi la pelle del viso tirare e le punte delle dita congelare non era così semplice condurre un’osservazione al dobson, fatta di contorsioni, scalette e, a volte, equilibri quasi precari. Ringrazio di cuore zio_luigi per la piacevole compagnia e il puspone per la sua accoglienza! Alla prossima, in quello splendido luogo qual è il Rifugio Bazena! |
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Ultimo aggiornamento ( Venerdì 12 Marzo 2010 11:08 )
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Scritto da Massimo Alessandria
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Martedì 21 Luglio 2009 17:21 |
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L'incontro di questo mese è stato uno dei più ricchi avvenimenti al quale finora ho partecipato. Innanzitutto abbiamo concluso l'installazione della centralina meteo, con webcam, che vedete nell'apposita pagina del sito. Ora è fissa a Bazena, e ci restituisce continuamente oltre ai dati meteo anche l'immagine del cielo in direzione sud. E' una gran comodità, oltre a darmi, personalmente, l'impressione di essere un pochino là (magari!). Poi, per un caso della sorte e per vari fattori che si sono sommati, eravamo veramente in tanti. Durante la notte abbiamo contato 22 postazioni, tra visualisti e fotografi. Gli astrofili erano certamente di più, perchè non tutti avevano uno strumento al seguito. Il Bresciaraduno ha infatti raccolto, oltre alla nostra associazione (GADS) anche quella di Cinisello Balsamo (GACB), quella di Castenedolo (BS) e altri nuovi amici. Credo che piano piano la nostra idea che Bazena sia un valido compromesso tra comodità (andare a dormire lasciando i telescopi montati "non ha prezzo"), disponibilità del gestore e, soprattutto BUIO, stia trovando l'approvazione anche di altri ... e siamo tutti contenti, perchè è piacevole radunarsi sotto lo stesso cielo... il tempo per osservare da soli lo si può comunque trovare. E le emozioni, infatti, non sono mancate! Nel pomeriggio, verso le 18, abbiamo avuto la fortuna di osservare dal vivo, con i dobson e i binocoli che erano già distesi sul campo, una delle uniche due aquile reali dei Parchi Adamello e Stelvio, in direzione est, che spesso si fermava immobile nel cielo a giocare col vento. Osservare dal vivo un animale così possente è stata davvero uno dei momenti più emozionanti. Io ho perfino detto, quasi scaramantico, "Se anche viene nuvoloso sono contento lo stesso" ... poi mi sono subito morso la lingua mentre un'orda di astrofili mi inseguiva urlante! La cena è filata liscia (meglio del pranzo del giorno dopo, dove abbiamo atteso la grigliata circa un ora ... sgrunt!) e alle 22 già si cominciava ad uscire. Purtroppo intorno alle 23 è arrivato il vento con raffiche fino a 14 m/s, che se n'è andato all'1 e 30 circa. Quelle due ore sono state difficili, perchè osservare era dura, gli strumenti ballavano e anche puntare gli oggetti non era molto agevole. Poi, per fortuna, l'ultima ora è andata meglio, e siamo riusciti a puntare un bel po' di oggetti. Questo vento ha sopreso alcuni di noi, che si sono trovati a indossare buffi abiti improvvisati (coperte, asciugamani, ecc). Il cielo non era buio come al solito (SQM 21,10 contro i 21,46 misurati in altri incontri), complice a mio parere un'eccezionale trasparenza che ha permesso alle luci di salire senza filtri dalla pianura. La sera dopo, con vento molto meno forte, abbiamo misurato già 21,24, avvicinandoci a valori più congrui al sito. Le immagini indimenticabili sono state: -la Velo (NGC 6960-6992), ormai familiare nel 20" di Luigi. Puntata con un filtro OIII Astronomik non lascia nessuno indifferente, e alla scaletta di Luigi c'era una comprensibile coda. La sera successiva io e Luigi abbiamo trovato e osservato con sorpresa anche la parte centrale tra le due più famose. -la visione del complesso M31, M32, M110 nel Newton 130/750 di Fabio: tutte e tre nello stesso campo fanno una certa impressione. E' difficile trovare stumenti di questa apertura, ma che restituiscono comunque molti gradi di campo. -l'aquila reale, naturalmente La Domenica pomeriggio e il Lunedì mattina mi sono anche fatto due belle gite a piedi in mezzo ai monti,ammirando dei bei panorami che sono facilmente raggiungibili partendo dal rifugio ... mi sa che di fine settimana a Bazena ne farò sempre di più! Grazie a tutti per la compagnia e le belle emozioni ... e arrivedereci al 22/08! |
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Ultimo aggiornamento ( Venerdì 25 Settembre 2009 22:07 )
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Scritto da Massimo Alessandria
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Domenica 26 Aprile 2009 14:26 |
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Il ritorno a Bazena è stato molto entusiasmante: il posto è un po' diventato "la mia casa" di osservazione, il posto in cui spero di potermi recare sempre per godermi la mia passione. E non esserci riuscito ad andare da Novembre in poi è stato pesante da sopportare. La strada per il rifugio è stata riaperta solo 2 settimane fà, e non ci siamo di certi lasciati scappare l'occasione. Appena arrivato sono corso a controllare i sensori della centralina meteo, che, sostituite le pile, si sono mostrati in perfetta efficienza. Hanno quindi restitito a temperature sotto i -20°C e sommersi sotto almeno un metro di neve (ci hanno detto che la neve, lì vicino a Bazena, ha raggiunto in alcuni punti i 4 metri). Ceniamo con piatti tipici della zona (pizzoccheri, capriolo in umido con polenta, arrosto, strudel, ecc) il tutto con un bel litro di vinello sincero. Adri entra nella camera dove avremmo dormito, e decide incautamente (poi vi spiego perchè) di posizionare la stufetta sul "5". Usciamo a montare, mentre il cielo si era abbastanza aperto come da previsioni, quidni, come da previsioni, attendavamo anche le nubi che torneranno poi intorno alle 23.30. Delle osservazioni parlerà qualcun altro, perchè io ho guardato quasi solo Saturno (eccezionale nel mio nuovo TMB Supermonocentrico da 8mm). Ho percepito gli "occhietti" della nebulosa Gufo e rivisto l'esplosione di stelle di M13. Ho sentito molto la mancanza del mio telescopio, che tornerà in perfetta efficienza la settimana prossima. Dopo l'arrivo delle nubi abbiamo (hanno) smontato, mentre io mi godevo un birra fresca in compagnia di Marco e del gestore del rifugio, che intanto ci ha raccontato un po' dei suoi aneddoti. Entriamo in camera, che grazie ad Adri aveva raggiunto una temperatura insopportabile, tanto da far rimpiangere il fredo umido del campo di osservazione. Stamattina, al nostro risveglio, nevicava ... e siamo tornati a casa. |
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Ultimo aggiornamento ( Mercoledì 12 Agosto 2009 11:46 )
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Scritto da Massimo Alessandria
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Domenica 22 Marzo 2009 16:18 |
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Abbiamo festeggiato i due anni del Bresciaraduno nel migliore dei modi. Sono partito da casa alle 18 circa, con un cielo che per tutto il giorno aveva urlato la voglia di essere squarciato con i telescopi. Arrivato al Plan eravamo già a tramonto inoltrato, ma per avere buio utile alle osservazioni dovevamo aspettare le 20.30 circa. Erano già presenti e "montati" Carlo e Luigi. Più tardi arriveranno anche Marco Marbiz, Alessandroa Cof Cof, Giovanni Giuary (col fratello) e Alessandro Overlap. La serata era fredda: la temperatura è scesa nel corso della notte dai -5°C iniziali, fino ai -7°C dell'una. Il cielo era sereno e trasparente, non abbiamo ripetuto il bel buio del mese scorso, possibile solo quando la valle è coperta di nebbia. Le letture SQM passeranno dai 20.80 ai 20.90 per tutta la nottata. Unica nota fastidiosa è stata il vento, che a tratti ha fatto rifugiare in auto alcuni di noi. Ottima la solita torta di mamma Flavia, utilissimo il caffè caldo che ho distribuito con piacere. Gli ultimi a lasciare il campo siamo stati io e Luigi, intorno alle 01 ... effettivamente il freddo non permetteva di osservare con comodità, e quindi ci siamo stancati più in fretta del solito. Ma cosa ho osservato? Nell'ordine, le cose più significative: - M51. Ottima visione nel mio 9" e rotti. Ho notato con chiarezza le spirali, e devo dire che il pollice in più rispetto al mio precedente SC Meade si fa sentire. Con 8" le spirali le ho visto solo sotto cieli superiori a SQM 21,20. Con 9" già sono ben percepibili a 20,80, come stasera. Nei 20" di Luigi (paragone che ormai faccio con piacere da molte serate osservative) le spirali si accendono. Qui la visione migliore l'ho apprezzata con lo zoom Baader a 8mm, che si conferma, a mio parere, un oculare molto luminoso e contrastato. Il correttore di Coma che Luigi ha messo sul Maser ha prestazioni eccezionali, non credevo: stelle puntiformi su tutto il campo di un tirato f4.5.
- M101: intuibili le spirali, ma solo se sai che ci sono e ti fidi. Il mese prossimo (da Bazena) sarà più alta e cercherò di osservarla meglio
- M63: osservata velocemente, nessuna nota di rilievo. Si nota chiaramente che è una spirale inclinata, ma non ho percepito con chiarezza dettagli
- M3: un globulare splendido, che non ha nulla da invidiare a M13 (che osserverò più tardi)
- NGC5466: un globulare vicino a M3, che però è molto flebile. Nei miei 9" ho notato una macchiiolina granulosa abbastanza ampia
- NGC5907: quella che io chiamo "La Sottile". Una galassia sottilissima, tra le mie preferite insieme a NGC 891, che tornerò a osservare tra qualche mese.
- Vergine e Chioma: chissà cos'avro osservatro in queste costellazioni? Inizialmente mi sono goduto la Markarian anche con Luigi e Alessandro. Nei miei 9" ho contato 6 forse 7 galassie. Nel Maser le mie 7 si accendevano e ne comparivano altre 2 (se non ricordo male). Inutile cercare dettagli in queste ellittiche. Poi mi sono separato dagli altri e mi sono goduto quasi in solitaria il mio giro in senso orario che mi ero preparato in questa zone. M87 e dintorni, M89 e dintorni, M90 e dintorni, M91, M88, NGC4477 e dintorni, NGC4459 e dintorni, M100, M99, M98, NGC4216 e dintorni. Chiudo con la sombrero, e torno insieme agli altri
- Intanto gli altri sentivo che si godevano il Leone, cosa che questa volta ho dovuto sacrificare ... ma c'è tempo ancora per 2 mesi almeno.
- M13: puntata sul tardi, ma è ancora troppo bassa per essere apprezzata.
Poi, intorno a mezzanotte, il seeing è terribilmente peggiorato, non permettendo nemmeno una seria messa a fuoco. Mezzi ibernati, abbiamo così cominciato a smontare. E' stata una bellissima serata, che ha visto il GADS sul campo di battaglia al gran completo. Mancava solo Adri, che ci è certamente mancato. |
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Ultimo aggiornamento ( Mercoledì 12 Agosto 2009 11:45 )
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Scritto da Massimo Alessandria
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Lunedì 23 Febbraio 2009 08:11 |
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... e così siamo arrivati a due anni dal primo raduno, nato per riunire tutti quegli astrofili, bresciani e non, che non voglio sempre osservare da soli. Il 23° appuntamento è andato bene, meglio di quanto noi tutti si sperasse. Il tempo non pareva particolarmente clemente, anche se, è vero, siamo molto esigenti. Per tutta la notte erano previste velature, a tratti spesse, ma siamo partiti lo stesso, fiduciosi. Arrivati al Plan (abbiamo organizzato a MonteCampione, Bazena è ancora irraggiungibile) la temperatura era di -5°C, con un venticello fastidioso che andava e veniva. Gli amici dobsonari già stringevano quel poco che serviva le frizioni, mentre io e Carlo perdavamo la solita mezz'oretta a mettere a bolla, allineare al polo, scegliere tre stelle, fallire il primo allineamento, ritentare ... e riuscirci. E da qui è partito il nostro viaggio, tra mille meraviglie. Erano circa le 20, e Orione culminava proprio a quell'ora; naturalmente abbiamo cominciato da M42, che era maestosa anche dietro a quelle velature. La Fiamma era ben percepibile nei 20" di Luigi, nei miei 9 pollici e rotti nemmeno l'ombra! Ho dato la colpa alle velature, perchè ricordo di averla vista netta e dettagliata altre volte. Proviamo la piccola planetaria IC418, il cielo si stava pulendo, ma forse era già troppo bassa e l'alone "bluastro" non l'abbiamo mica visto. Sicuramente quel venticello ce l'ha rovinata, e mi sa che per quest'anno è persa. NGC1535 conferma questa ipotesi. Vabbè, cambiamo zona, mentre il cielo comincia a pulirsi. L'SQM ci dice (e confermerà per tutta la serata) che il cielo è tra 21,05 e 21,15: buono, ma non il massimo per MonteCampione, dove se non ricordo male abbiamo misurato poco oltre 21,2. Giovanni sfodera sua moglie, o meglio una delle sue meravigliose torte. Andiamo quindi sulla Eskimo (NGC2392) che osservo da poco e mi piace sempre di più. Passo dal mio telescopio a quello di Luigi (Maser 20"). La stella centrale è palese, immersa nel primo disco di luce dai contorni netti. Questa volta m'è parso leggermente ovale, ma forse era solo l'irregolarità del disco esterno che mi ha dato questa impressione. "Uscendo" è evidente il buio che separa l'anello centrale da quello esterno. Quest'ultimo è più sfumato. Provo allora NGC1579, che vedo a stento senza percepire dettagli. Carlo vuole costringermi a sbrindellarmi le retine per guardare nel suo monitor, ma io mi nego ancora per molto, mentre la visione di Luigi che vaga ciecato tra i telescopi mi conferma che lui c'è cascato. Mi dimentico così di puntare M1, che è lì vicina, ma per questa ci sarà tempo la volta prossima. Ora Saturno è abbastanza alto, e gli anelli di taglio lo rendono molto affascinante. In alcuni momenti il seeing ci ha regalato buone visioni. Decido così di ricollimare "di fino" il mio tele, sono ormai 3 mesetti che non lo faccio. Passiamo alla Lulin, la cometa migliore di questo periodo. Devo dire che la migliore visione l'ho avuta col binocolino 10x50, e mi sono pentito di non avere con me il 20x80. Infatti i nostri tele non avevano abbastanza campo per staccare bene la coda e la chioma. Subito dopo puntiamo il tripletto del Leone (M65-66-NGC3628). Se non mi sono autoingannato tra le lacrime (il vento) ho percepito la banda di polveri di 3628 nel mio C9. Queste tre galassie sono proprio belle. Finiamo in bellezza, con l'orgasmo di Markarian e dintorni nei 20": ovunque ti giri ci sono galassie: piccole, più grandi, tenui, luminose, tonde e oblunghe, solitarie o ammassate. Luigi confermerà che nel letto, prima di addormentarsi, tutte ste macchioline continuavano a frullargli davanti agli occhi. Bella serata, finalmente senza problemi logistici. Ho voglia di tornare a Bazena ... ;) |
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Ultimo aggiornamento ( Mercoledì 12 Agosto 2009 11:45 )
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